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ASD Cheraschese
La storia nei documenti

Fascicoli e fascicoli rilegati in faldoni, documenti anonimi, firmati o autografati, semplici testimonianze scritte, fotografie, manifesti, reperti, oggetti: profumo imponente di antico, di “storico” che trasuda anche dalle restaurate pareti del palazzo che fu di proprietà del Conte Pietro Francesco Icheri, sito in via Monte di Pietà a Cherasco. Da tutte queste “voci” si può risalire al tempo remoto, a quel periodo che le menti umane non possono ricordare: la Storia. 
Il primo documento che abbiamo ritrovato riguardante una sorta di notizia “quasi” sportiva risale al 23 ottobre 1821
Dell’anno successivo, invece, è il primo documento che testimonia una vera e propria gara di pallone fra le squadre di Roddi e Cherasco .Dopo l’Unità d’Italia, l’amministrazione comunale di Cherasco prese sempre più a cuore l’organizzazione di manifestazioni sportive, tanto da scrivere, un manifesto datato 4 settembre 1893 e rivolto a tutta la popolazione
Nel 1916, finalmente, il primo documento dove compare la parola “football”, anzi, storpiando il termine inglese, “foot-balls”: è una cartolina nella quale si riporta “della squadra di Alba, venuti a giocare con la squadra di Cherasco ad una partita di foot-balls, le hanno buscate e si ripropongono ora al sindaco perché voglia informare dei giovinotti di costì a formare una squadra di foot-balls e anche di mettere quella coppa che lei aveva detto...”.
E’ la prima testimonianza dell’esistenza di una squadra di calcio a Cherasco, anche se l’Unione Sportiva non aveva ancora una squadra regolare: ciò si verificherà solo dal secondo dopoguerra in avanti, quando la Cheraschese, riorganizzata dal “trio dei padri fondatori” Bottero, Gallo e Monchio, assume la parvenza di una vera e propria società
 
Ma è nell’epoca della dittatura fascista che il corpo umano, in tutte le sue espressioni e attitudini sportive, conquista il centro della scena. Il culto del corpo, dello sforzo fisico, della disciplina, sono sempre stati il cavallo di battaglia del programma educativo dei gerarchi del tempo: nel 1927, il “programma nazionale di controllo” di tutte le attività di qualsiasi genere rivelò quante fossero le associazioni sportive cheraschesi. Cinque, composte dall’oratorio maschile e femminile, un circolo sociale, una società filarmonica, una di mutuo soccorso e una società sportiva. Ma il documento recuperato va oltre, precisando anche che “la società sportiva ha 110 soci che garantiscono il funzionamento dell’associazione insieme con i sussidi comunali e che si sta provvedendo per l’istituzione di un dopo-lavoro (mai per la verità troppo gradita dai cheraschesi, a causa della rigidità dello statuto che prevedeva la netta separazione dei maschi dalle femmine). al 1929 risale il documento certamente più importante della storia dell’Unione Sportiva Cheraschese, perché permette di risalire (con sufficiente approssimazione), alla data di fondazione della società, Il “reperto” consiste in una locandina che celebra il “25° anniversario della fondazione della Società” e che invita la cittadinanza a tutta una serie di programmi e cerimonie commemorative che avrebbero occupato un’intera settimana, dal 15 al 22 settembre

Ma la crescente popolarità di qualunque sorta di attività fisica evidenziò anche la carenza di strutture di cui i cheraschesi potevano disporre. Non solo si avvertì l’esigenza di un nuovo campo da gioco per il football, ma anche quella di una palestra dove svolgere attività per il corpo libero. Ma tra circolari del Partito Nazionale Fascista che esortavano la costruzione di un campo sportivo e risposte del Podestà si arrivò ben oltre la fine della seconda guerra mondiale (e la caduta del fascismo). Solo nel 1953 si posero le basi per la costruzione del futuro impianto sportivo, impianto che venne inaugurato tredici anni dopo, nel 1966, e che ancora oggi viene utilizzato per le partite della Cheraschese. “E’ stato creato in Cherasco un gruppo scout che conta già un discreto numero di aderenti e si chiede un aiuto economico per il funzionamento dello stesso, e per l’inaugurazione del nuovo campo sportivo dedicato ad Emilio Roella”.