Storia >Gli anni '80

Verso la metà degli anni Settanta anche la Cheraschese cominciò, come le società più importanti e blasonate delle serie maggiori, a coltivare un proprio settore giovanile, reclutando per la città i giovani migliori e desiderosi, un giorno, di poter indossare ufficialmente i mitici colori nerostellati.
A capo del Settore, originariamente, c’era solo la caparbietà di Bruno Costamagna, che, senza ombra di dubbio, si può considerare il “padre ufficiale” del vivaio. Il settore giovanile aprì i battenti nella stagione 1976-’77, ma i primi anni servirono più che altro a forgiare il nuovo nucleo di ragazzi “fatto in casa”, per cui si disputarono solamente tornei estivi e amichevoli (più raramente) durante l’anno.

Pian piano le nuove leve subentrarono in massa ai senatori del gruppo, tanto da arrivare a costituire, nel 1985, l’ossatura stessa della squadra, che intanto era ripiombata in Prima Categoria. Ma Cherasco era tornata ad avere, come ai bei tempi, una squadra tutta sua, dove giocavano gran parte dei figli della sua terra: Fabrizio Torta (figlio di Franco Torta, ex grande calciatore dell’Unione Sportiva) faceva il difensore centrale, Gianni Colombano, il capitano, giocava in mediana, Luciano Abrate era il re del centrocampo, Giuseppe Saglietti il dominatore della fascia destra, Alberto Zorniotti un jolly tuttofare, Mauro Borra, libero dai piedi buoni e Paolo Biga, punta rapida e goleador. Si ricordano la grande tenacia ed il temperamento di Paolo Scaparone e Massimo Bertolotti, Roberto Marengo detto “Brigel” e i fratelli Gonella. Furono anni intensi, ma anche difficili, nei quali la società dovette appellarsi soprattutto alla forza dei suoi giovani per riuscire a costruire una squadra competitiva, costretta da una seria crisi economica.
Anni in cui la Cheraschese, abituata a campionati da protagonista in Promozione, doveva invece lottare fino all’ultima giornata prima di conquistarsi la salvezza in Prima Categoria. Nel1986 la squadra conquistò la permanenza nella serie dopo aver battuto il Luserna San Giovanni per 5-1. Fu grande festa allo stadio e per le strade della città, ma la cosa che restò maggiormente impressa fu che in quell’occasione si videro 11 cheraschesi in campo: evento che non succedeva da tempo, che fu permesso dall’infortunio del portiere titolare (l’unico non della città) a favore del secondo, Giampiero Vaira, cheraschese doc. L’anno successivo l’impresa si ripeté, grazie alla vittoria sul Perosa, naturalmente all’ultima giornata. Undici piccoli gladiatori (si metteva in  luce il giovanisssimo Fabio Torta) che avevano un’età media di 19-20 anni e che posero le basi per un futuro di nuovo ricco di soddisfazioni e promozioni. La stessa ossatura che “resistette” nel biennio ’85-’87, nel 1991 conquistò la seconda Promozione della storia (con Gobetti allenatore per un quadriennio) e nel1994, con Campanile seduto in panchina (e rinfoltita da altre nuove leve del Settore Giovanile), la storica promozione in Eccellenza
Gli anni ‘80 videro la comparsa del primo sponsor sulle magliette dei calciatori. Sempre in quegli anni, i Nerostellati esordirono con il marchio Biemmedue sul petto: un sodalizio storico, che durò quasi vent’anni, tanto da far aggiungere al nome sociale “Unione Sportiva Cheraschese” quello della ditta stessa. Tradizione che è proseguita più avanti con l’accorpamento nel nome anche del nuovo sponsor, la Brc dei fratelli Costamagna.
Dal 1987 al ’90 si posero le basi per un futuro più nobile, impreziosito dal (ri)passaggio prima in Promozione, poi per la prima volta in Eccellenza, avvenuto nel 1994. Nell’ordine, la Cheraschese si classificò quarta nel 1988, poi, con Gobetti allenatore, tre volte consecutivamente seconda in Prima Categoria. Il gruppo di quegli anni fu molto competitivo, ma non raccolse per quanto avrebbe potuto: a mancare fu un vero attaccante da 15-20 gol a campionato: unica pecca di una squadra che aveva il punto forte nel portiere, Roberto Sarale, di Fossano, classe 1962, che ancora

adesso detiene il record prestigioso di 13 partite consecutive senza subire un gol, e in una difesa saracinesca, che contava soprattutto su due ragazzi di vent’anni (Giulio Campisi e Luca Dell’Anna) provenienti dall’Albese in prestito, che alla fine si fermarono a giocare con i colori nerostellati per tanti anni.
L’ultima fu quella buona e la società ritornò in Promozione, categoria che mancava da quasi otto anni: nel 1991, sotto la presidenza di Domenico Dogliani e l’attenta gestione del segretario Antonio Bergese, si riportarono in alto i sogni della società e dei suoi tifosi. Nel 1994 si raggiunse l’apoteosi: il primo posto nel campionato, e l’accesso all’Eccellenza. Un’attesa che durava da più di vent’anni, un’impresa firmata da Giulio Campanile, per tre anni – non consecutivi – tecnico della Sportiva. Nel 1998 Adelio Panero diventò presidente, affiancato dall’ex giocatore Aldo Genesio, come segretario e responsabile del settore giovanile e, anche se non riuscì a centrare l’obiettivo, ebbe l’indiscusso merito di aver valorizzato alcuni giovani e chiamato in panchina colui che, tre anni più tardi, riuscì a conquistare il tanto ambito primo posto finale. “Momo” Dogliani. Lo zoccolo duro, però, era tornato e nel 2001, sotto la presidenza di Luigi Monchio, fu di nuovo Eccellenza.