Storia >La maglia

Le caratteristiche ed affascinanti casacche nerostellate, dei giorni nostri, furono adottate dalla società dopo la Seconda Guerra Mondiale, prendendo spunto da quelle molto simili del Casale, che in quegli anni furoreggiava in serie C, facendo proseliti di consensi soprattutto tra le piccole realtà, come Cherasco, che non erano ancora state inghiottite dal triangolo calcistico di Torino-Milano-Genova.


Ma le prime maglie della Cheraschese furono azzurre pastello, colore non tanto scelto per un piacere cromatico, ma perché andava “per la maggiore” negli armadi del Maggior Emilio Roella, il fornitore “ufficiale” della squadra: l’unico che, del gruppo originario, a quei tempi poteva permettersi, grazie al suo lavoro nell’esercito, un guardaroba fornito. Per i calzoncini, invece, ci si doveva ancora arrangiare, anche due o tre di colori diversi andavano bene. Durante il periodo del fascismo vennero adottate, invece, solo per necessità, le divise nere: Roella era partito e bisognava a tutti i costi inventarsi qualcosa di ardito per recuperare casacche dello stesso colore. Furono quattro temerari della squadra ad andarsele a procurare, lecitamente, alla Casa del Fascio situata nel Palazzo Ponza di San Martino, chiedendole all’allora segretario del Fascio Tarditi, un veterinario locale. Ma il fascio all’altezza del cuore era troppo lugubre, troppo simbolico; tutto quel nero troppo triste, così, quando i tempi lo permisero, si ingentilì la maglia con una stella bianca.
Finita la Seconda Guerra, le prime amichevoli furono disputate con la maglietta nera con la stella bianca, se non che, nel 1946, il già citato Club del Fiore di Gallo, Bottero e Monchio, decise per il ritorno all’antico, con il vecchio colore azzurro slavato, ma ingentilito, sul lato del cuore, da un mazzolino di fiori, i caratteristici “non ti scordar di me”. Più avanti negli anni il problema che si pose fu come conciliare il colore nero della divisa (con calzoncini bianchi) con quella dell’arbitro, altrettanto nera: si adottò così, in molte circostanze, la maglia bianca, la seconda, quella da trasferta.